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SMART

08 Giugno 2017

Smart. Una parola con la quale stiamo prendendo sempre più confidenza. Città smart, auto smart, strade smart, aziende smart. Smart, un termine che racchiude innovazione, qualità della vita, ecosostenibilità. Sinonimo di un futuro migliore. Per l’uomo. Per l’ambiente.
Le aziende moderne hanno un livello tecnologico sempre più elevato. La tecnologia ci permette di delegare alla robotica i lavori più usuranti. Gli operai muniti di dispositivi come smartphone e tablet impostano, controllano, correggono le diverse fasi del processo produttivo. Connessioni wireless, sensori, dati, nuovi materiali, sono componenti di un sistema oggi facilmente accessibile grazie ad una riduzione dei costi. Elevati sono invece i vantaggi in termini di produttività e competitività.
L’ammodernamento delle aziende può avvenire nei padiglioni di produzione, e negli uffici amministrativi e commerciali. Può riguardare la fase di assemblaggio delle materie prime e può riguardare la gestione delle vendite e dei fornitori, del personale e della promozione. In questo secondo ambito si inserisce la piattaforma Jamio adottata da Base Protection. Un processo che migliora il flusso di lavoro tra i vari settori, eliminando i tempi morti, la possibilità di errori e le inefficienze. Degli algoritmi controllano il percorso delle documentazioni tra i vari uffici, verificano che siano rispettati tempi e procedure. Tutto automatizzato.
 
               
 
Qualcuno si allarma: le macchine sostituiranno l’uomo. Non ci sarà più lavoro. La società sarà sempre più povera. Gli esperti di questa nuova era dell’industrializzazione non si lasciano distrarre dalle visioni catastrofiche degli scettici. Le aziende smart non saranno luoghi svuotati dalla presenza dell’uomo. Non sono contro il lavoro. Al contrario, ogni innovazione è introdotta per migliorare le condizioni dei lavoratori sia in considerazione dello svolgimento delle proprie mansioni sia in relazione all’organizzazione aziendale. “Un’azienda che sta facendo investimenti tecnologici – scrive Laura La Posta su IlSole24Ore - è chiamata alla sfida dell’innovazione organizzativa, per mettere a frutto il forte cambiamento imposto da sfide come l’IoT (Internet of Things), l’intelligenza artificiale e quella adattiva delle linee produttive, l’interazione fra i robot antropomorfi e gli operai, l’integrazione con i fornitori, i distributori e i clienti finali”. Chiarisce meglio l’argomento l’intervento del presidente di Considi Fabio Cappellozza per il quale “prima di introdurre le tecnologie della quarta rivoluzione industriale bisogna ‘ripulire’ e riformulare processi e procedure e cambiare la cultura aziendale”.

“Prima di introdurre le tecnologie della quarta rivoluzione industriale bisogna ‘ripulire’ e riformulare processi e procedure e cambiare la cultura aziendale”.

I lavoratori restano al centro. Il cambiamento sarà nella distribuzione del lavoro all’interno dell’azienda. Potrebbe diminuire la quantità degli operai presenti negli impianti produttivi. Ma non è detto che si registrerebbe uno svuotamento delle aziende. Muteranno le professionalità, i ruoli, le mansioni. Ce ne saranno alcune di cui si farà a meno. Ce ne saranno di nuove che sarà necessario assumere. Nell’industria 4.0, affermano i professori Alberto De Toni e Roberto Panizzolo, “non si avrà bisogno di manodopera ma di menti d’opera”. Il lavoro si sposterebbe dalle aree produttive a quelle della ricerca, della progettazione, dell’assistenza al cliente, della creatività. Tutti ambiti nei quali prende forma quel valore aggiunto che determina la maggiore competitività di un’azienda moderna. “La vera concorrenza non è fra ciò che le imprese producono, ma fra ciò che sono in grado di aggiungere al prodotto”, affermava l’economista statunitense Theodore Levitt.

“La vera concorrenza non è fra ciò che le imprese producono, ma fra ciò che sono in grado di aggiungere al prodotto.”

Le aziende smart sono più efficienti. I prodotti sono qualitativamente migliori. I servizi sempre più soddisfacenti. Tra i servizi, l’assistenza al cliente svolgerà un ruolo sempre più importante. Un servizio che, come nell’esperienza di Base Protection, non è limitato alla gestione degli ordini. Comincia prima, quando qualcuno ci contatta per chiedere un consiglio sulla calzatura da utilizzare nel suo settore lavorativo.
L’innovazione dei processi produttivi sta cambiando le aziende. Meno personale in produzione. Più negli uffici. Meno rapporti con le macchine. Più con le persone. Tra le persone. Con i clienti. L’innovazione dei processi produttivi avvicina le aziende al cliente.